Gattile

 

Vi siete mai chiesti realmente cosa è un gattile e in cosa consiste?
Si sentono spesso opinioni non propriamente positive ogni volta che se ne parla, soprattutto in ambito di adozioni.

Forse per la poca informazione, si formano idee sbagliate sulla gestione pensando che possa essere un posto poco pulito e curato nei minimi termini o, addirittura, credendo dell’inutilità della cosa. D’altronde, i gatti potrebbero cavarsela anche da soli.

I contrasti sono numerosi, le concezioni sbagliate tante e per questo è necessario divulgare le giuste notizie riguardanti il mondo del volontariato felino.

 

Gattile, di cosa si tratta

 

Nello specifico si tratta di una struttura avente numerose stanze, tipicamente comprendenti un’infermeria, una cucina e uno spazio apposito all’esterno recintato, per far uscire e circolare i mici senza, però, rischiare di farli scappare.

Il gattile ha il compito di ospitare qualsiasi tipologia di gatto randagio: mici abbandonati e ritrovati da terzi, ceduti dai proprietari a causa di morte o impossibilità di mantenimento, smarriti, bestioline incidentate, ferite o gravemente malate.

Al suo interno i volontari amanti degli animali si fanno in 4 per riuscire a curarli, a rimetterli in sesto donando amore e costanti cure.

Lo scopo consiste nel togliere temporaneamente gli esemplari dalla strada e dai suoi pericoli, fino ad arrivare alla loro adozione a famiglie desiderose di regalare affetto.

Per molti anni si è pensato che si trattasse di una sorta di prigione, fatta di camerette minuscole e recinzioni proibitive, ma non è per niente così.

 

Differenza tra gattile, oasi e colonia

 

In sostanza questi tre spazi felini possono essere considerati la stessa cosa, con qualche specifica differente eseguita sulla base delle necessità e della conformazione del territorio.

  • Il gattile è un ambiente leggermente più restrittivo, solitamente posizionato in zone cittadine o poco consone ai grandi spazi. I gatti sono tenuti all’interno di stanze rese spesso comunicanti a zone esterne, nelle quali hanno la possibilità di circolare sotto controllo per evitare che possano fuggire o incorrere in qualche pericolo stradale. In passato è probabile che potessero essere tenuti in luoghi esclusivamente chiusi, per paura di una possibile fuga, ma sono sempre meno frequenti.
  • L’oasi felina si presenta come una struttura molto simile a quella sopra citata però c’è una maggiore libertà di entrata e uscita da parte degli ospiti. Sarebbero gli ambienti ideali, ma, di solito, vengono stabiliti in zone poco trafficate e più verdeggianti.
  • La colonia, non si può definire un complesso vero e proprio, ma si tratta di un agglomerato di gatti formato spontaneamente che si ritrova in un unico luogo in cui, una o più  “gattare” si recano per somministrare loro cibo e acqua.

Una volta formato il gruppo solito, viene adibita la zona con cuccette, per impedire che i mici siano soggetti a intemperie.

 

Gatti randagi: come comportarsi?

 

oasi felina

 

A differenza da quello che si tende a pensare, i gatti non sono in grado di cavarsela da soli. Soprattutto se derivano da una famiglia e da una vita domestica in cui le difficoltà e i pericoli vengono decisamente meno. Ecco a cosa potrebbero andare incontro:

  • il rischio di essere investiti dalle vetture
  • l’incapacità di procacciarsi cibo e riparo
  • l’essere attaccato da altri animali è una possibilità da non sottovalutare, come la paura di incorrere in malattie, persino mortali.
  • Quindi la risposto è no, i gatti non sono in grado di vivere tranquillamente privi di un aiuto umano.

Il nostro compito in cosa dovrebbe consistere? Sicuramente nell’abbandonare l’indifferenza. È questo il punto fondamentale ed è proprio quello che porta all’incremento degli animali randagi in cerca di una casa.

Occorre essere partecipi nella lotta contro le condizioni di vita difficili di questi poveri mici. Come fare dunque? Innanzitutto trovandosi di fronte a una situazione di presunto randagismo occorre cercare di capire effettivamente se si tratta di gatto abbandonato oppure di momentaneo allontanamento da casa.

Per comprendere questo va osservato attentamente l’aspetto dell’esemplare come le condizioni del pelo, la presenza o meno di ferite, parassiti o infezioni e il peso (se visibilmente magro o meno).

I mici casalinghi abituati a farsi i giretti quotidiani hanno atteggiamento abbastanza tranquillo e amichevole, tutt’altro che spaventato e si aggirano tipicamente nelle vicinanze della loro proprietà; i felini randagi, invece, hanno un comportamento spaventato, ma nel contempo incuriosito dalla possibilità di ottenere del cibo.

Nel caso in cui si avesse a che fare con un gatto in evidente stato di trascuratezza, sarebbe opportuno cercare di soccorrerlo e portarlo direttamente al gattile più vicino.

La possibilità che possa appartenere a qualcuno è sempre presente, ma non bisogna allarmarsi, tra le altre attività di questi centri c’è la raccolta di tutti gli annunci e avvisi di smarrimento e la diffusione degli stessi su tutti i canali web.  Molte volte è capitato che i proprietari riuscissero a ritrovare il loro amico a 4 zampe attraverso questi mezzi.

 

Come adottare un micio al gattile

 

Avete voglia di dedicarvi a un nuovo membro della famiglia e non sapete a chi rivolgervi? Come prima cosa potete contattare proprio uno di questi centri facilmente reperibili da internet e che saranno subito disposti a incontrarvi per farvi cominciare una nuova vita insieme a un micetto desideroso di affetto.

Le adozioni sono gratuite e non dovrete pensare proprio a nulla, vaccini e cure mediche sono eseguite  puntualmente e anche l’educazione viene impartita.

Al momento della scelta del cucciolo da voler portare a casa con sé, viene fatto compilare un modulo implicante l’impegno di tenere l’animale in modo responsabile e adempiendo al piano vaccinale corretto per garantire alla bestiola una vita lunga e in salute.

Una volta effettuati tutti i passaggi burocratici, il micio potrà finalmente diventare parte della famiglia e da quel momento in poi, la cosa principale consisterà nel riuscire a garantirgli tutti i comfort necessari: la lettiera giustagiochi, tiragraffi per una buona educazione, cucce, ciotole e così via.

L’adozione di un animale domestico è una cosa seria che deve essere contemplata prima di poter essere attuata. Non si tratta di un gioco o di un passatempo da poter accantonare quando non si ha più voglia di averlo, ma è di un essere vivente che stiamo parlando, con bisogni, istinti, carattere e personalità.

La compagnia e l’affetto reciproco è senz’altro una conseguenza alla voglia costante di prendersi cura del proprio amico a 4 zampe.

 

Qualche prodotto per rendere felice il proprio gatto