American Pit Bull Terrier

  • Apprendimento 100%
  • Addestramento 70%
  • Guardia 100%
  • Agilità 100%
  • Rapporto con bambini 80%

Caratteristiche Generali

L’American Pit Bull Terrier è, da sempre, oggetto di pensieri negativi che lo vedono come cane dal carattere aggressivo, feroce e indomabile.

La realtà, come sempre, è un po’ diversa. Si tratta di una razza discendente dagli antichi molossi atti ai combattimenti tra tori tanto amati dagli inglesi.

Tra la fine dell’ 800 e l’inizio del 900 ci fu un’immigrazione dalla Gran Bretagna verso l’America che oltre che portarsi dietro i propri cani, ha comportato un passaggio tradizionale relativo allo sport tanto ambito.

Da qui i miscugli e le lavorazioni da parte degli allevatori comportarono la nascita di due varianti: l’American Staffordshire Terrier e L’American Pit Bull Terrier.

Cosa c’è da rendere noto è che l’esemplare in questione, denominato anche semplicemente Pit Bull, non ha uno standard. O meglio, non ne ha solo uno.

È riconosciuto dall’United Kennel Club (UKC) e dall’American Pit Bull Association (APBA), le due associazioni degli Stati Uniti che riconoscono la razza.

Il “problema” avviene in quanto, il terzo ente americano l’American Kennel Club (AKC) non ha accettato questa tipologia canina comportando un mancato riconoscimento anche alla FCI (e quindi l’ENCI) essendo politicamente connesse.

Il motivo di questa scelta è il seguente: non sarebbe stato carino far gareggiare una razza chiamata “pit” (recinto dove avvenivano le lotte dei cani), avendo proibito i combattimenti.

Dal momento che in Gran Bretagna erano banditi i combattimenti con i tori, si pensò bene di far affrontare i cani tra di loro.

La stazza e l’impulso aggressivo dovuto da anni di mutamenti e combinazioni canine risultavano particolarmente favorevoli per lo scopo ed è proprio da qui che l’idea malsana del Pit Bull come Jack lo squartatore venne fuori. Questi cani combattevano per divertirsi.

C’è da specificare che i combattimenti che venivano eseguiti in quegli anni non sono da intendere come quelli effettuati nella modernità, all’ultimo sangue, ma come allenamento e volontà di intensificare  e fortificare il carattere del cane.

 

Carattere

Come detto precedentemente, il suo passato ha inciso particolarmente nella creazione dell’ideologia comune.

Il Pit Bull viene sconsigliato, chiunque ne possieda uno viene visto come un folle, un assassino e un delinquente.

Non solo, tale convinzione ha portato davvero persone violente ad addestrarli basandosi su questa filosofia contribuendo a rincarare la dose e a concretizzare l’opinione generale.

Con gli anni si è puntato a selezionare il carattere, per poter diminuire l’aggressività innata delle mutazioni precedenti.

In ogni caso, qualsiasi cane, se addestrato negativamente, ha ripercussioni violente.

Il Pitbull è un cane fiero, caratterialmente molto forte e deciso, occorre addestrarlo sin da piccolo e per farlo è necessario che venga socializzato ed educato a stare anche con gli altri cani.

Si tratta di una specie molto difficile da gestire, ma di immediata comprensione. Ha un buonissimo rapporto con l’uomo che risale sin dai tempo dei combattimenti antichi.

Riconosce un leader in particolare che seguirà ciecamente per tutta la vita.

Con i bambini sa essere molto docile, sensibile e molto affidabile, ma occorre stare attenti alla fisicità muscolosa e potente che potrebbe essere pericolosa, seppur involontaria.

Grazie alla sua determinazione e all’istinto di protezione è un ottimo cane da guardia e viene utilizzato anche per la pet therapy grazie alla sua costanza, testardaggine e forza di volontà.

Non solo, può fare tutto e si mette in gioco senza pensarci due volte; è un cane da lavoro forte e robusto che può garantire grande aiuto e solidarietà.

Con gli altri cani spesso non va d’accordo, per questo sarebbe utile orientare l’educazione alla socializzazione sin dalla tenera età.

Difetti? Qualcuno a dire il vero ne ha: è perfettamente conscio della sua potenza fisica e se non tirato su bene, si può dire addio al metterlo in castigo, sarebbe in grado di distruggere gabbie, macchina, porte, qualsiasi cosa pur di stare insieme alla sua famiglia!

Una seconda cosa da ricordare: non aspettatevi che dia a vedere segni di sottomissioni durante una sgridata. È troppo testa dura per cedere.

Sa benissimo cosa e dove ha sbagliato, lo ha capito molto bene, ma non vi darà alcuna soddisfazione nel piegarsi a voi.

Educare: è la parola d’ordine e per farlo occorre fermezza, coerenza, gentilezza, amore e rispetto. In questo modo si può costruire un rapporto di fiducia duraturo e indissolubile.

carattere american pitbull terrier

Aspetto fisico

Abbiamo già affermato non esserci uno standard specifico che denoti le caratteristiche fisiche del Pitbull, ma bensì addirittura due.

In linea di massima si tratta di un animale ad altezza pari a 46-55 cm con un peso che si aggira tra i 24 e i 35 kg. Per le femmine le misure dovranno essere leggermente inferiori.

Ma vediamo cosa affermano l’UKC  e l’ADBA per quanto riguarda l’aspetto fisico di questo cagnolone.

Lo standard UKC afferma:

  • corpo: robusto con un peso non superiore ai 27,2 kg per i maschi, forte e compatto
  • testa: schiacciata e massiccia
  • occhi: perfettamente distanziati tra loro, va bene qualsiasi colore
  • orecchie: collocate in alto sulla parte superiore della testa. Possono essere sia tagliate che non, l’importante è che non siano presenti rughe.
  • collo: visivamente muscoloso, robusto e colmo di ruhe;
  • spalle: devono essere ben definite correttamente distanziate tra loro e palesemente muscolose
  • Torace: deve orientarsi verso il basso
  • coda: si presenta più corta rispetto al resto del corpo ma assolutamente da evitare la mozzatura.
  • dentatura: è forte, la mascella possente e le arcate dentali si chiudono perfettamente in linea
  • pelo: molto corto e particolarmente ruvido al tatto

Il secondo ente non è così preciso. L’APBA è decisamente più rude, sia nella classificazione fisica che nella composizione dello standard.

È meno attenta alle precise caratteristiche fisiche purché il cane si inserisca perfettamente, per massa e robustezza in un quadrato.

Anche la testa deve essere squadrata e la dentatura forte chiudersi a forbice.

Le orecchie si devono presentare alte sulla testa a forma di rosa, tagliate oppure no.

Alimentazione

Come per tutte le razze, l’American Pit Bull Terrier ha bisogno di un’alimentazione sana e che sia equilibrata sulla base delle sue caratteristiche fisiche.

Essendo, infatti, un esemplare molto muscoloso e attivo, ha bisogno di particolari sostanze che siano in grado di soddisfare a pieno le sue peculiarità ed esigenze, senza, però, portarlo a essere in sovrappeso.

Ebbene sì, si tratta di una specie tendente all’obesità, per questo motivo è consigliato non eccedere con i pasti rimanendo sulle due razioni quotidiane.

Tale razza, inoltre, ha un particolare apparato digerente, che è in grado di assimilare le sostanze in maniera molto lenta. Per questo è bene lasciare che l’animale mangi con i suoi tempi per poter favorire una corretta digestione.

Ma di quali sostanze ha bisogno?

beh, innanzitutto di grassi, sia per la salute della pelle, che per il pelo e per l’energia che sono capaci di consumare. Proprio per questo, risultano fondamentali anche i carboidrati.

Una bestiola del genere viene subito alla mente con un bel pezzo di carne da dover distruggere, non è vero?

In effetti le proteine sono anch’esse indispensabili, formano le ossa del cucciolo e permettono di rafforzare la struttura fisica del cane più adulto.

  • Dallo svezzamento fino ai 3 mesi il Pitbull ha bisogno di almeno 4 pasti al giorno ed è consigliato somministrare pasti morbidi. Prolife Puppy Sentitive risulta perfetto per questa fase, oltre a garantire le giuste sostanze nutritive per il cucciolo può essere utilizzato anche in età adulta nei confronti di cani ipersensibili.
  • Dai 4 ai 6 mesi è bene che la razione giornaliera diminuisca a 3 pasti. GranataPet Junior offre un’alimentazione bilanciata, ricca di proteine e olistica ideale per la crescita del vostro piccolo Pitbull.
  • Dai 7 ai 18 mesi si può ridurre ulteriormente la dose con 2 pasti quotidiani.
  • Dai 18 mesi in avanti la quantità di cibo può rimanere invariata o diminuire in un pasto solo più consistente. Abbiamo accennato al fatto che questo esemplare tende a ingrassare, cosa fare in questo caso? Dedicargli un mangime nutriente, ma dietetico come l’Exclusion Diet Hypoallergenic cervo e patate.

 

Toelettatura

L’American Pit Bull Terrier non  ha bisogno di eccessive cure per quanto riguarda la toelettatura.

Avendo un manto molto corto e rigido, può essere sufficiente una spazzolata alla settimana, con una spazzola a setole morbide, giusto il necessario per poter eliminare il pelo in eccesso e garantire un ricambio naturale di quello morto.

Il bagnetto potrà essere effettuato una volta al mese o addirittura ogni 40-60 giorni. Si tratta di un soggetto non avente particolari disordini o sporcizie, di conseguenza, sulla base delle esigenze riscontrate e delle attività fisiche svolte di volta in volta si potrà decidere tranquillamente la frequenza del lavaggio, utilizzando prodotti come:

 

Comodi sono anche gli shampoo a secco come il Beaphar Trocken Shampoo – Shampoo Secco Per Cani facili, veloci e con una riuscita pari a quella effettuata da una doccia standard.

Si può eseguire questa procedura essendo facilitati dalla composizione e dalla lunghezza del manto.

Le orecchie vanno sempre osservate, quotidianamente per impedire eventuali infezioni batteriche.

Si tratta, come per tutte le razze, di una zona particolarmente propensa all’accumulo di impurità derivate da eccesso cerume o da sporcizie esterne.

Pitbull

Come comportarsi:

  • il colore naturale deve essere sempre sul rosa o un grigio molto chiaro rosato; l’interno del canale uditivo non deve presentare nessun eccesso di secrezione maleodorante
  • per mantenere uno stato di salute eccelso alle orecchie del cane, basterà pulire con delicatezza almeno una volta alla settimana;
  • è consigliato escludere l’utilizzo del cotton fioc perché potrebbe essere molto nocivo nel caso in cui il cucciolone eseguisse un movimento improvviso;
  • Per procedere con la pulizia sarà sufficiente l’utilizzo di una garza e di prodotti specifici;
  • Esistono lozioni e goccine che potranno essere inserite direttamente all’interno dell’orecchio, susseguito da un massaggio esterno per avere un risultato più efficace, oltre che per rendere la cosa, meno traumatica agli occhi del cane;
  • osservate i comportamenti: lo scuotere la testa, il grattarsi in continuazione e l’allontanamento da voi al momento della pulizia, saranno segnali molto evidenti.

Anche la bocca può essere un ricettacolo di batteri, d’altronde, è l’unico modo che il Pitbull, (e tutti gli altri cani) ha per orientarsi, scoprire e farsi spazio nel mondo.

La costante cura e attenzione per questo apparato può garantirgli una vita sana e longeva.

Il tartaro e le macchie scure sono i principali nemici, che possono portare anche a conseguenze deleterie per l’arcata dentale e gengivale.

Come accorgersene? Uno dei segnali che passa meno inosservato è l’alito.

Non pensate che se questa razza dimostra avere problemi di alitosi sia per una peculiarità dovuta all’essere un cane, non è così.

Se vi rendete conto che il tanfo sia aumentato, c’è un problema.

Spazzolate regolarmente la dentatura del vostro cane con prodotti specifici in misura preventiva, ma nel caso ci fosse il problema e non riusciste a risolverlo, recatevi da un veterinario